Omelia di don Andrea, in occasione del suo 10° anniversario sacerdotale

Domenica 16 Giugno 2019 – 10° Anniversario Sacerdotale

Canegrate, Festa dell’Oratorio San Luigi

Ieri a pranzo mi sono ritrovato con due amici preti che come me celebrano in questi giorni il 10° Anniversario di Sacerdozio… un po’ scherzando un po’ facendo i seri cercavamo un’ispirazione per la predica della festa.

All’inizio dicevamo: potremmo trovare alcune cose da dire sul numero 10… tipo: a 10 anni si cambia scuola e si va alle medie e ti aspettano anni di trambusto e ribellione; ma la coincidenza del mio cambio di parrocchia a settembre mi suggerisce che questo non sia un grande augurio per chi mi accoglierà.

A 10 anni ormai si riceve la Cresima e alcuni smettono di andare in chiesa, ma anche questa non mi sembra una grande idea né un buon augurio.

Poi dicevamo: se ci fosse qui il nostro Vescovo Mario ci aiuterebbe a scrivere un bel decalogo per il prete giovane, ma noi certo non siamo capaci di comporre qualcosa di significativo e simpatico al tempo stesso come sa fare lui, faremmo una figuraccia.

Alla fine abbiamo deciso di lasciar perdere i numeri e i decaloghi e ci siamo detti: ma quali sono le cose più belle della vita del prete giovane?

Ne abbiamo trovate tre.

La freschezza della vocazione, l’impegno con i più piccoli e i giovani, la ricchezza delle relazioni.

 

La freschezza della vocazione.

10 anni sono un bel tratto, ma è solo l’inizio! Dopo 10 anni ti senti ancora vicino all’inizio, a quando hai capito che dedicare la vita a Gesù sarebbe stata la tua strada; per me tre parole riassumono l’inizio: Oratorio, Amicizie, GMG.

Ti senti ancora vicino agli anni della formazione in Seminario così importanti e insieme spassosi per la condivisione con i compagni di cammino, ti senti ancora vicino alle prime esperienze vissute negli Oratori durante gli anni di Seminario e alle prime scoperte fatte da prete, ti senti ancora vicino quelle parole, quei fatti che hanno dato una direzione alla tua vita. E questa vicinanza è una grazia perché tiene vivo il legame con la sorgente. Negli inizi c’è una benedizione speciale che non va persa, ma va custodita perché capace di farti ritrovare l’essenziale quando lo perdi. Vale per la vita di tutti noi adulti questo, noi adulti che abbiamo già deciso quale direzione dare alla nostra vita! Gli inizi ovviamente riguardano un  tempo ristretto, ma hanno in sé una potenzialità di bene che può accompagnare tutta la vita. Ma questo vale anche per voi ragazzi e giovani soprattutto nelle amicizie, i rapporti importanti si rinnovano custodendo la benedizione dell’inizio.

 

L’impegno con i più piccoli e i giovani.

10 anni di Oratorio! Dire Oratorio è come dire una parola magica, una parola che riassume una varietà di esperienze e proposte che non ho ancora capito altrimenti dove si possa trovare quando si è bambini, ragazzi e giovani. Qui si impara a crescere e a sperare! 10 anni di Oratorio: i sorrisi e gli scherzi dei bambini, la vivacità dei ragazzi, la voglia di vita dei giovani, il confronto sulle scelte migliori per sé e il proprio futuro, la crescita dell’amicizia con Gesù, le sfide di esperienze faticose ma decisive per la vita, gli incontri e le testimonianze di chi sa illuminare i passi verso la maturità, il gioco e l’animazione come metodo educativo, la bellezza degli spazi e la cura degli ambienti. 10 anni di Oratorio che danno quasi un senso di pienezza di vita, quasi che mi chiedo cosa faccia un prete quando non fa più Oratorio… ma è questione di tempo, forse altri 10 e lo capirò. 10 anni di Oratorio: ragazzi che decidono di mettersi insieme, giovani che decidono di compiere passi importanti nella fede, giovani che si fidanzano e camminano verso il Matrimonio, giovani che pensano alla consacrazione e alcuni che la decidono. Cari giovani, ricordatevi che per decidere non bisogna essere sicuri, ma bisogna essere contenti. 10 anni di Oratorio grazie alla scuola: senza scuola per me l’Oratorio sarebbe stato diverso, insegnare alle superiori ha accompagnato questi 10 anni; lego le superiori all’Oratorio perché l’anima dell’Oratorio sono gli animatori ed essi a scuola passano un tempo davvero importante in quantità  e in qualità a volte buona a volte meno, ma dalla scuola devono e dobbiamo passare, entrare nella scuola mi permette di vivere meglio l’Oratorio, di tenere al centro il legame tra l’Oratorio e gli altri tempi della vita di un ragazzo e di evitare il rischio di far crescere giovani bigotti e un po’ desituati, al contrario cristiani convinti e pronti a una coraggiosa testimonianza, costi quel che costi. La scuola mi fa incontrare un sacco di adolescenti e giovani che in Oratorio non ci vanno più o mai ci sono andati, questi mi donano la loro prospettiva, questi ti cercano un sacco e ti stimano. L’Oratorio infatti è palestra per vivere meglio tutto il resto, l’Oratorio è tempo benedetto per estendere a tutta la vita e agli amici la benedizione di Dio.

 

La ricchezza delle relazioni.

10 anni, quanta gente!

10 anni quante confidenze!

10 anni quante risposte giuste e quante sbagliate!

10 anni e quanti incontri che hanno benedetto la vita e quanti che l’hanno resa più tosta!

10 anni e quanti fatti accolti con gioia e quanti che hanno spiazzato e quasi disorientato!

Nelle relazioni a tu per tu, anche nelle relazioni di gruppo, è lì che si gioca molto, è lì che vengono fuori virtù e debolezze, qualità e difetti. Il prete non può stare al di fuori di questa dinamica, il prete segue Gesù e Gesù sta con la gente, il prete segue Gesù e Gesù si prende ciò che va e ciò che non va della gente, il prete vuole imitare Gesù e Gesù dà la vita, spende il tempo come talento da non trattenere, il prete segue Gesù e Gesù non cura la propria immagine per essere alla moda ma si prende cura del gregge custodendo il suo cuore in quello di Dio.

10 anni, quanta gente! Impossibile senza, impossibile l’Oratorio, impossibile l’annuncio, quasi impossibile pure l’Eucaristia senza la gente che la vive con te. 10 anni, quanta gente! Quanto aiuto, quanta collaborazione, quanti confronti e magari scontri che ti hanno bloccato ma poi rilanciato. 10 anni, quanta gente! Quanta fiducia riposta in te da tanti genitori, quanto tempo donato da piccoli e grandi per seguire le tue proposte, quanta condivisione nelle esperienze.

10 anni, quanta gente! Gente che continui a sentire, vedere, gente che se ne va e abbandona, gente che muore e continui ad amare ancor più perché vive in cielo, soprattutto chi ti ha aiutato e sostenuto, chi ha camminato con te e ti ha seguito volendoti bene come Federica e altri con lei.

10 anni, quanta gente! Tutta da ringraziare. E un prete giovane custodisce due attenzioni particolari: quella per i bambini, i ragazzi e i giovani; e quella per i parroci che da prete giovane sono come i tuoi familiari.

Le relazioni impegnano, le relazioni occorre scegliere come coltivarle e scegliere come educarti perché siano virtuose e ripropongano le virtù di Gesù, le relazioni segnano l’identità e accompagnano il cammino.

 

Sono contento di poter continuare a vivere la freschezza della vocazione, l’impegno con i più piccoli e i più giovani e la ricchezza delle relazioni.

Laddove il Signore vuole e – direbbe qualcuno di voi – anche laddove Mario mi manderà.

Per tutto questo benedico il Signore Gesù e rinnovo la mia promessa di dare la vita solo per Lui.