Una preghiera per ogni via di Canegrate

Abbiamo pensato di lanciare una CAMPAGNA DI PREGHIERA … PER NOI!

Perché? Per sentirci vicini, non solo perché abitiamo a pochi metri di distanza, ma perché ci sentiamo fratelli e ci piace che tutti vivano nella serenità.

La cosa è semplicissima e  facile, senza gesti esteriori e senza proclami, ma è decisivo che sia regolare: chiediamo a ciascuno di ADOTTARE UNA VIA, LA PROPRIA O UN’ALTRA, impegnandosi a pregare per questa via.

Con costanza.

Sì, semplicemente a pregare.

Comunicando in segreteria e/o sacristia, per quale via (1 o più vie).

L’obiettivo è quello di “coprire” tutte le vie del paese con qualcuno che prega (quando vuole e può) ma con regolarità. Può essere anche solo un’Ave Maria al giorno o un Rosario alla settimana, quello che decide di fare, purché sia costante e regolare.

Lo scopo è anche quello di sentirsi corresponsabili di tutta la comunità, prendendo a cuore piccole parti di essa.

Così ci sentiamo più famiglia!

Pregare per il proprio paese fa bene a chi si impegna, perché fa crescere in responsabilità, e fa bene anche a coloro per cui si prega. Anche se non lo avvertono.
Una preghiera non infantile, che aiuti tutti a vivere in pienezza la propria vita nelle sue gioie e nelle sue sofferenze e problemi, senza ingenuità e con fiducia, affinché ogni situazione (favorevole o no) diventi occasione per imparare a crescere in amore.
Chi desiderasse spiegazioni, può sempre chiedere informazioni in segreteria parrocchiale e/o in sacristia.

 

Perché pregare?

Perché i cristiani si sentono fratelli di tutti e desiderano la loro serenità.

E ce lo dice anche Biagio Conte, un missionario italiano laico che ha dato vita a un centro di accoglienza per i senza tetto, “Missione di Speranza e Carità”, per cercare di rispondere alle drammatiche situazioni di povertà ed emarginazione della sua città natale, Palermo.

Dopo una vita dedicata alla missione tra i più poveri qui da noi, improvvisamente alla fine di agosto 2021, Biagio Conte ha deciso di dedicarsi all’eremitaggio, per vivere in penitenza e preghiera, nutrendosi solo di pane e acqua e talvolta di un po’ di miele. Ecco le sue parole:

«Sarò immerso nella preghiera, nella penitenza e nel digiuno (solo a pane e acqua) contrastando così l’escalation del male, il proliferare della immoralità, delle ingiustizie e delle violenze in tutte le città e in tutti i Paesi del mondo. Ma c’è ancora una speranza: per rispondere e vincere tutto questo malessere, compreso il Covid di cui siamo pure noi responsabili, dobbiamo tutti insieme unirci, ricchi, meno ricchi e poveri in preghiera, in penitenza e digiuno: solo così il buon Dio potrà liberarci e salvarci da tutti i nostri peccati, dai nostri errori, dai nostri vizi, dal nostro orgoglio e dal nostro io.

È doveroso ritornare al buon Dio e al nostro prossimo, per ricostruire tutti insieme un mondo di vera giustizia e di vera pace».

Leggi l’articolo completo su Avvenire del 20 agosto 2021: “Fratel Biagio Conte lascia Palermo”